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L'Evoluzione del Caffè: Un Viaggio Aromatico Attraverso i Secoli

Aggiornamento: 29 gen

Da riti antichi nel XIII secolo alla diffusione dei caffè come locali di aggregazione, la storia del caffè è un avvincente viaggio attraverso i secoli, intriso di controversie e scoperte sensoriali.


Nel XIII secolo, si diffuse l'usanza di pestare e torrefare i chicchi di caffè, un'arte che avrebbe plasmato le tradizioni per secoli.


Nel Cinquecento, il caffè veniva ormai preparato polverizzando i chicchi e mescolando la polvere con acqua bollente, dando vita ad una bevanda scura e corposa, divenuta celebre come “caffè alla turca”, una pratica ancora diffusa nei paesi balcanici e nel Medio Oriente.


A Roma era considerata una bevanda eretica, essendo eccitante, tanto che parte del clero fece pressioni sul Papa Clemente VII affinché ne vietasse l’uso. Il Papa incuriosito, lo assaggiò e, entusiasta delle sue proprietà, all’inizio del ‘600 decise addirittura di battezzarla come “bevanda cristiana"


L'Italia, sempre attenta alle nuove tendenze, fu presto coinvolta grazie ai rapporti commerciali tra Venezia e la Turchia. Il caffè alla turca divenne una presenza notevole, e nel 1585 l'ambasciatore della Serenissima a Costantinopoli Gian Francesco Morosini, riportò come i turchi apprezzassero "una bevanda negra che ha la virtù di far stare l'uomo svegliato".


Il caffè arriva in Europa, insieme a tè, cacao e tabacco, quindi solo a partire dalla fine del 1500, seguendo le rotte commerciali attive all’epoca, con l’oriente, grazie ai mercanti veneziani. I veneziani conobbero questa bevanda grazie ai commerci con l’impero Ottomano dove si usava al posto del vino, proibito per motivi religiosi; motivo per il quale all’epoca lo chiamavano “vino d’Arabia”.

Proprio a Venezia, nel 1615 verrà inaugurata la prima “Bottega del Caffè”, ad opera di Pietro Della Valle che fondò il Caffè Florian, che ancora oggi attivo, è l’unico caffè a vantare dei natali così antichi


Sembra che i primi a parlare di caffè in Europa, furono un medico e botanico tedesco, Leonard Rauwolf nel 1583, ed in seguito il medico botanico italiano Prospero Alpini nel 1592, che nel libro “de plantis Aegypti nomina una bevanda bruna teraperutica tonica, preparata da semi tostati, molto usata in Egitto dove veniva chiamata “caova”.


Fino quasi alla fine del XVII secolo, il monopolio della produzione del caffè era stata nelle mani degli arabi. Gli olandesi, però, riuscirono a trafugare i semi, creando piantagioni nella colonia di Giava, diffondendo il caffè in Europa.


Ma la storia del caffè si estese ben oltre l'Europa. Nel corso dei secoli, il caffè continuò a scatenare controversie, come in Francia, dove i commercianti di vino si opposero all'arrivo della nuova bevanda. Tuttavia, l'ambasciatore turco Soliman Agha offrì il caffè alla corte francese, conquistando persino il Re Sole, che ordinò al Jarden des Planter di coltivarne alcune piantine. Nel 1723 quelle stesse piante raggiunsero l’America grazie all'ufficiale della Marina francese Gabriel Mathieu de Clieu, che le portò in Martinica.


Il caffè si diffuse rapidamente ad Haiti, Porto Rico, Salvador estendendo la coltivazione a tutti i Caraibi. Nel 1727, un ufficiale brasiliano portò le piantine di caffè dalla Guinea Francese al Brasile, dando inizio alla sua ascesa come uno dei principali produttori mondiali.


Nell'Ottocento, furono scoperte due nuove varietà di caffè in Africa, Coffea robusta e Coffea liberica, offrendo aromi avvolgenti che arricchirono le miscele. In Inghilterra, i caffè-house ammettevano solo clienti maschi, provocando persino una rivolta da parte delle donne che firmarono una petizione contro gli stessi locali. In Prussia, Federico il Grande proibì la torrefazione dei chicchi di caffè per frenare l'uscita di denaro verso i commercianti stranieri.


A partire dal XVII secolo dunque, fiorirono in tutta europa numerosissime botteghe del caffè, Parigi e Londra ne contavano, da sole, più di 300. A Parigi il primo locale, dal quale presero spunto gli altri, venne aperto nel 1686 da un italiano, il siciliano Francesco Procopio, di fronte al Teatro della Comédie Francaise. il Café le Procope divenne centro di ritrovo di letterati, politici, illuminati, filosofi, artisti, scrittori, talmente famoso in Europa da diventare sinonimo di circolo letterario. La bevanda ed i locali ad esso dedicati, divennero in breve così di moda che addirittura nel 1750 il commediografo Carlo Goldoni gli dedicò la sua opera teatrale: “la bottega del caffè”


Fu solo tra il XVIII e il XIX secolo che l’esplosione dell’uso di questa bevanda portò a creare le caffetterie, come quei luoghi di aggregazione e socialità, che ancora oggi utilizziamo.


In conclusione, il viaggio del caffè attraverso i secoli è una storia avvincente di cultura, scoperte e sapori in continua evoluzione. Da una tradizione antica a un fenomeno globale, il caffè continua a legare le persone in tutto il mondo attraverso una tazzina di storia aromatica.



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